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Progetto ” Se FotograFANdo…” – Fano

Se fotograFANdO…

Ospitiamo sul sito di Phototandem un interessante progetto svoltosi a Fano e organizzato dall’associazioni L’Africa Chiama e  Giustizia e Pace.

Gli otto fotografi – Abigel, Joy, Precious, Deborah, Saliou, Essa, Sadik e Sana, tutti provenienti dall’Africa – sono ospiti dei centri d’accoglienza di Roncosambaccio e Belgatto, gestiti dalla cooperativa Labirinto.

Durante il corso, tenuto dal giovane reporter fanese Matthias Canapini, i ragazzi hanno avuto modo di conoscere le principali regole e tecniche della fotografia. Inizialmente, si sono esercitati con la tecnica del ritratto e dei primi piani; poi, hanno partecipato ad un’uscita nel centro storico di Fano per cogliere scorci caratteristici della città e, infine, si sono occupati della scrittura delle didascalie che accompagnano le foto.

Gli obiettivi del progetto sono stati molteplici: in primo luogo, si è cercato di creare un momento di scambio reciproco e di formazione in cui i partecipanti potessero esprimere le proprie capacità artistiche e raccontare, attraverso la fotografia e le parole, qualcosa di sé, della propria storia e della propria vita. Inoltre, si è voluta migliorare la conoscenza che i ragazzi avevano del territorio, facendo loro esplorare la città di Fano e incentivando anche l’incontro con persone nuove. Si è scelto di realizzare gli scatti sia con fotocamere professionali sia con gli smartphone in modo tale da privilegiare lo sguardo dei ragazzi piuttosto che lo strumento in sé.

La bellezza di conoscere e conoscersi segna l’inizio di una nuova vita per i ragazzi richiedenti asilo e la cittadinanza di Fano.

Il progetto è stato esposto in mostra nel maggio 2017 presso  l’Auditorium S. Arcangelo a Fano.

Qui sotto una selezione delle foto:

Concorso Fotografico FOTOCENANDO – 24 Giugno

Il 24 e 25 giugno, presso la Casa della Cultura a Villa De Sanctis, via Prenestina 665, Roma, si svolgerà la manifestazione L’IMPORTANTE E’ VEDERE che prevede incontri e mostre sulla fotografia.

Nella serata del 24, nell’ambito della stessa manifestazione, si svolgerà il concorso fotografico FOTOCENANDO.

Il tema del concorso è I NON LUOGHI:

“L’Espressione non luogo non significa, come si potrebbe immaginare, “luogo che non esiste”. Significa invece luogo privo di un’identità, quindi un luogo anonimo, un luogo staccato da qualsiasi rapporto con il contorno sociale, con una tradizione, con una storia. In genere, quando si parla di non luogo, si ricordano gli aeroporti, le autogrill, i centri commerciali, le stazioni; tutti luoghi che hanno questa stessa caratteristica, una sorta di anonimato, una riproduzione in serie anche degli ambienti architettonici all’interno del quale quella istituzione è collocata. A usare per primo l’espressione non luogo è stato l’antropologo francese Marc Augé che ha usato, appunto, l’espressione non lieu. Lo ha fatto nel 1992, nel titolo di un suo libro che è stato poi tradotto nel 1996 con il titolo in italiano di Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità. Da quel momento l’espressione non luogo ha avuto grande successo anche nella lingua italiana e il successo è dimostrato anche dal fatto che è scritta indifferentemente e con un trattino tra “non” e “luogo”, e, ancora più spesso, la forma è univerbata, quindi nonluogo scritta in un’unica soluzione. A partire dal 2003 non luogo è entrato ufficialmente come termine prima in un dizionario dei neologismi, e in un secondo momento ha cominciato ad essere registrata anche in tutti i vocaboli della lingua italiana.

Definiamo “nonluoghi” tutte le strutture necessarie alla circolazione accelerata delle persone e dei beni (autostrade, svincoli, aeroporti), i mezzi di trasporto, i grandi centri commerciali, i campi profughi… tutti gli spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare mai in relazione, spinti dal desiderio frenetico di consumare, di accelerare le operazioni quotidiane o considerati come porta di accesso ad un cambiamento (reale o simbolico).”

Ci tengo a pubblicizzare questo evento perchè il parcheggio MAXLAS è il NONLUOGO per eccellenza. Io partecipo con delle foto realizzate al parcheggio con l’intento di far conoscere la realtà dei migranti in transito a Roma e per sottolineare la solidarietà e l’umanità che contraddistingue i sostenitori di Baobab Experience e del Phototandem.

Spero che la nostra partecipazione possa smuovere tante coscienze in modo da ampliare la visibilità della condizione dei migranti nella nostra Roma ed avere sempre più supporto alla causa del Baobab Experience.

Vi lascio il link dove poter reperire le info necessarie ad inviare i vostri scatti entro il 20 giugno:

Gruppo Facebook di Fotocenando

 

E mi raccomando…..Partecipate numerosi!

 

Si può piangere per un parcheggio?

Si può piangere per un parcheggio?

Eravamo stati proprio lì una settimana fa dando le nostre macchine ai ragazzi e facendoli fotografare, oggi sono tornato io a fotografare l’ennesimo sgombero del piazzale dove i volontari del Baobab avevano allestito tende e cercato di dare una parvenza di normalità ad un parcheggio cotto dal sole.

Oggi sono venuti e hanno buttato tutto, le tende, i ricordi, gli effetti personali, i disegni che Dawit aveva fatto e si era fotografato con la macchina di Luna. Sono gli stessi ragazzi che compaiono nell’articolo precedente, gli stessi che giocano con nostre macchine e fotografano il posto dove vivevano.

Una Giunta scandalosa che i problemi non li risolve, ma umilia essere umani e fa finta che non esistano…

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